La storia
Il canale non è nato su IRC: viene da una rete di BBS sequestrata nel 1994, ed è diventato un canale quando quelle BBS sono andate online.
Quello che segue è la ricostruzione pubblicata in International Scenes, Phrack #65, nella parte italiana firmata An overview of the italian underground (1994-2007). È una fonte esterna, scritta nel 2007 da autori che restano anonimi: va letta come una testimonianza dell'underground italiano, non come un verbale.
Prima del canale: le BBS
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1987–1994
CyberNet è una rete di BBS — bulletin board system, computer che si chiamavano via modem — che sostiene un motto solo: information wants to be free. La popolano hacker e cyberpunk, ed è vicina ai centri sociali. Accanto c'è ECN, rete europea di informazione dal basso, e PeaceLink, rete pacifista ed ecologista.
In quegli anni la rivista dell'underground italiano è Decoder (1987–1998, Shake Edizioni Underground, Milano): hacking, reti, hacktivism, cyberpunk, controinformazione.
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1994
L'Italian Crackdown, detto anche FidoBust: un'operazione della Guardia di Finanza presentata come lotta al mercato del software copiato. Finiscono sotto sequestro quasi duecento BBS su FidoNet, con metodi che l'articolo definisce irresponsabili: via modem, cavi, tastiere e monitor ai sysop, stanze sigillate. Tra le reti colpite ci sono CyberNet, ECN e PeaceLink.
Pochissime BBS vendevano davvero warez; molte, del tutto legali, non riaprirono più. La stampa nazionale descrisse gli hacker come pirati o criminali organizzati, e l'underground rispose con la campagna collettiva firmata Luther Blissett, fatta di bufale e guerriglia comunicativa.
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1995
Nascono ALCEI (Electronic Frontiers Italy) e Metro Olografix, associazione di Pescara che tiene insieme cyberpunk, hacker e volontariato sociale. Intanto esplode l'accesso a Internet: l'ISP VOL regala account di prova e apre POP un po' ovunque, e una generazione nuova comincia a studiare TCP/IP, Linux e C da casa.
Le BBS non spariscono: grazie a Isole nella Rete (la connessione Internet di ECN,
ecn.org) mettono i contenuti online. Le aree messaggi diventano mailing list, e da lì nascono i canali IRC: #cybernet, secondo Phrack, nasce su EFNet.A Catania apre Freaknet Medialab, il primo hacklab italiano, che dà casa anche a radio#cybernet: un progetto radio che prende il nome dal canale, non il canale stesso.
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1996
Esce il primo numero di System Down, e-zine scritta — parole dell'articolo — «dagli utenti dei canali IRCnet
#cybernete#hackers.it». È la prima traccia documentata del canale su IRCnet: la migrazione da EFNet era già avvenuta, e l'articolo la registra senza raccontarla. -
1998
Due cose lasciano il segno. La prima è Kriptonite, libro su crittografia, remailer anonimi, nym server, steganografia e packet radio scritto da «hacker di ECN/CyberNet». La seconda è il primo Hackmeeting, nato dall'incontro tra gli hacker di ECN/CyberNet e la scena degli spazi occupati: tre giorni senza organizzatori né pubblico, solo partecipanti.
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2007
L'articolo chiude con una diagnosi amara: la scena italiana è una «zombie-scene», molti dei suoi protagonisti lavorano per aziende di sicurezza o per la polizia, i gruppi tacciono, i siti chiudono. Il canale, però, non chiude.
Oggi
#cybernet è ancora su IRCnet, nello stesso posto da trent'anni: un canale di
testo, senza account e senza memoria. La memoria, per quanto può, la tiene questo sito —
la trovi in homepage, in diretta.
Come leggere queste date. Phrack dice EFNet alla nascita e IRCnet dal 1996: oggi il canale è su IRCnet, quindi la formulazione corretta è «nato su EFNet, passato presto a IRCnet». Le date del 1994–1995 riguardano le reti BBS e la scena, non il canale IRC: la continuità è di persone e di contenuti (le aree messaggi diventate mailing list), non di software.
radio#cybernet è un progetto di Freaknet Medialab intitolato al canale:
non va confuso con il canale.